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Dico: avete visto una faccia più stupida di quella del tizio che si domanda che cos'è una lavatrice??
Dico: avete visto una faccia più stupida di quella del tizio che si domanda che cos'è una lavatrice??
Ieri sera, finalmente, appuntamento con la fiorista. Ci presentiamo sul sagrato della chiesa come daccordo, e troviamo il parroco, don A. che la sta chiudendo. Io e Cricci ci guardiamo col punto interrogativo sulla testa.
- Ma, scusi don A., avevamo appuntamento qui con la fiorista....!
- Ma l'avevate detto a me??
- E certo!!
- E io vi avevo ristosto di si?
- ![]()
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Il fatto è che questo prete sfiora i novant'anni, è gentile, molto disponibile, pure simpatico. Gli unici difetti, finora, sono che oltre la vecchiaia che lo rimbambisce un po'....tanto, è pure sordo come una campana. Non dico Cricci come si è dovuta perdere le tonsille domenica scorsa per chiamarlo e avvisarlo di questo appuntamento.
Comunque anche il discorso fiori sono risolti, siamo andati direttamente in bottega e combinato tutto. In serata abbiamo pure finito i libretti della Messa, ci saranno molte piccole sorprese per tutti!
Il lavoro da caporeparto è bellissimo!!
Ti da molte soddisfazioni!!
Sei sempre l'ultimo ad andar via
e il primo a tornare,
quando manca qualcuno
puoi fare il tappabuchi
e se c'è qualche rogna nell'aria
sei sicuro che te la beccherai te.
Poi arriva il caponegozio
e con fare allegro e innocente ti fa:
"Ma come hai fatto a fare 20 ore di straordinario
in una settimana?".
Com'è bello questo lavoro
Riunione condominiale, l'altra sera, sul pianerottolo. Eravamo almeno una ventina, non si capiva una mazza, tutti che parlavano in dialetto. Cortesemente tre di noi chiedono di farsi capire con qualcosa che somigliasse all'italiano quando si alza un novantenne:
"Io son friulan analfabeta e me ne vanto!!!"
Yuppy![]()
L'altro giorno si è spento Michael Jackson, a soli 50 anni. Ho tempo solo ora di scrivere due cose di questo. Le sue canzoni, nel corso degli anni, mi sono sempre piaciute moltissimo, pure le prime hanno un ritmo ancora molto attuale. Lo considero poi un ballerino eccezzionale, e ha saputo attirare con la sua musica e i suoi movimenti originali milioni di persone. E' stato un estremo in moltissime cose, dal look alla vita privata, dall'età in cui ha iniziato a fare musica e perfino all'età in cui il suo corpo non ce l'ha fatta più.
Ora si scatenerà quello che detesto di più dalla gente, e cioè il falso buonismo e la ricerca disperata della sua eredità, lo sciacallaggio selvatico a quello che ne è rimasto di inedito e della sua memoria.
Io voglio che in me rimanga così come l'ho descritto qui sopra. "Estremamente eccezzionale".
Robe da matti!!! Sabato mi ha chiamato un mio carissimo amico, ex caponegozio di Venezia, uno spirito libero, in quel poco, circa un anno e mezzo, di quella esperienza, mi ha dato una carica e emozioni molto belle. Era, ed è, il tipo di quelli con il sole sempre dentro, molto positivo, fin troppo, a volte goffo, strano, sicuramente pazzo scatenato. Ha fatto una carriera incredibile, ancor più della mia: caporeparto, caponegozio in una delle tante bettole di Venezia, fino ad approdare nel negozio più grande vicino a Ple Roma. Mi chiama sabato per confermarmi che viene al matrimonio, con la sua splendida moglie (anche lei ex collega, semplice e buona come il pane fatto in casa) e il piccolo A., di qualche mese appena. E mi spara pure: ieri mi hanno fatto CAPOAREA di Venezia. Un altro scherzo? Dai, mi prendi in giro!! No no, è proprio così.
Sono contentissimo, strafelice per lui, so che se lo merita e si meritano i negozi di Venezia un capoarea così, che sa dare anche fiducia e grinta e non solo "critiche costruttive" come da noi qua.
Ieri sera appuntamento in ristorante, a decidere il menù del matrimonio. Abbiamo scelto un menù molto bello, che piacerà sicuramente a tutti, con qualche "orma" friulana; il ristorante è a due passi di numero dalla chiesa, molto bello e accogliente, sembra di entrare in un castello medievale e, se il tempo non come oggi ci aiuterà, i nostri ospiti verranno accolti per il buffet in un giardino magnifico.
L'altro ieri al lavoro mi è arrivata una forma di formaggio sui 375 chili, con relativa promoter (non inclusa nel peso
) per la vendita. Quando ho cercato di tagliarne una fetta (del formaggio, non della promoter che è pure stagionata), ho preso uno strappo alla spalla che vedo le stelle anche oggi.
Bellissimo tempo oggi!!! La vien giù che è un piacere
Siamo alle battute finali. L'altro giorno ci è arrivata l'email dal ristorante con l'ultimissima versione del menù, presto prenderemo appuntamento per il pranzo-prova e la scelta dei posti.
Domenica sera alle nove e mezza di sera (!!) ci ha chiamati il prete: "Ma vi sposate ancora??", che ironico, bellin!!! ci siamo detti. Abbiamo preso appuntamento per le letture e la cerimonia per domenica prox.
Oggi, con questa bellissima giornata di pioggia a dirotto siamo andati in santa malora a prenderci gli anelli, veramente molto belli, che più semplici di così non si può, ma a noi piacciono e ci va bene così.
Stamane mi chiama l'organista, che suonerà su una misera pianola (che imita l'organo anche abbastanza bene devo dire), ma che gli ho detto di divertirsi (e divertirci) un po', insomma, che si sfoghi e che non sia un funerale. Ha detto che si darà ben da fare, nel programmino ci ha messo pure il canone di Pachelbel e ci sarà pure una flautista. Ancamassacheben!!
Più o meno a questa data dovrebbe essere pronto pure il mio vestitino, per non ingolfarmi di cose penso andrò a prenderlo settimana prox. Cricci non sa nulla, mia madre quando l'ha visto era sulle nuvole, mia sorella per poco non sviene. Che sarà mai per due pois su una giacca....
Io so solo che non vedo l'ora che sia quel giorno, siamo al conto della rovescia. Non c'è molta tensione, a dire il vero, per il momento, sta filando tutto abbastanza liscio e, come nei post precedenti, abbiamo molto altro per la testa in questi giorni. So solo che sarà un giorno tanto bello quanto breve, e soprattutto un nuovo inizio di vita come l'ho sempre sperato.
Veramente, come passare da un piccolo (piccolo eh?, non esageriamo) momento di euforia ad una delusione profonda.
Abbiamo passato quasi un mese con un tiraemolla di rappresentante di una ditta che aveva promesso un lavoro per la Cricci. E vieni.... e ci sentiamo..... ci troviamo..... chiamo io...... no un giorno...... dopo l'altro...... alla fine sembrava che dopo una prova di due giorni le cose fossero girate per il meglio.
Insomma, dopo l'eterno tiraemolla di impegni e appuntamenti saltati, siamo in procinto di mandarlo fan&%$ulo!
Peccato, tutta la buona volontà e il pensiero di cominciare una nuova avventura Cricci lo aveva anche messo, ma ci siamo evidentemente imbattuti nell'ennesimo ciarlatano, che a noi, proprio, non va. Storia chiusa.
Questa è l'"Endeavour", piano piano quando la voglia mi prende ne faccio un pezzettino. E' stata la prima nave-modellino che ho fatto, più o meno vent'anni fa. Ma l'avevo fatta talmente male che poco fa l'ho disintegrata letteralmente, fotografato e raccolto le misure (perchè avevo perso i progetti originali) e ora sono in fase di totale ricostruzione.
L'Endeavour era un vascello a due ponti e tre alberi, il mitico capitano Cook la portò per gli oceani alla scoperta dell'Australia, quindi ha una storia "importante". E questo, per ora, è tutto. Ciao.
Pochi pensieri in un pezzo di metà pomeriggio. ...complicato? Si, come no!
Riempio questo foglio con due righe nella mia pausa-lavoro, tra il turno del mattino e quello che comincierò fra poco, dalle quattro e mezza alle otto. Due righe, per sfogarmi in questo blog, per dire a tutti (che non glie ne frega anche niente comunque) quanto mi sento frustrato, disilluso, abbattuto e stanco. Sono mesi che vado avanti con questo ca$%&o di lavoro, nei primi due che sono a Latisana avevo già perso tutta l'energia e il fascino che avevo fino ad allora. Ho un capo di MERDA (ma come dovrebbero essere altrimenti? E magari lo sono anch'io) che invece di aiutarmi a fare meglio mi frustra dal mattino alla sera, i conti che non tornano, le cose che non si fanno e sono da fare. Dire che mi sento alla frutta è dir poco, ho voglia di ricominciare, di rivedere la mia vita sotto un lato diverso che non sia il lavoro. Ho voglia di avere più energia la sera, ricomiciare a cantare in un coro, a suonare, a sfogarmi nei libri e nelle cose che mi piacciono fare. Invece la sera mi sento stanco morto, e nei pomeriggi di riposo non penso ad altro che devo fare gli orari, che domani così e che ieri cosà.
Si, sono uno dei tanti frustrati dal proprio lavoro, e allora? Potete allora darmi il benvenuto nel club?
Andare a vedere di un vestito con mia madre è qualcosa di vicino che a un suicidio.
Giornata partita male, visto che pur nel mio riposo "domenicale" (perchè lavorerò pure questa domenica) ho dovuto lavorare almeno due ore per ordini e faccende varie, di corsa al mercato a Codroipo per sbrigare varie faccende anche del matrimonio. E perchè non vedere qualcosa anche per me? mi fa mia madre. In questo caldissimo e afosissimo inizio d'estate, tra mille e una maglietta, giacca, camicia e quant'altro abbia girato, migliaia di capi e capetti, non si è andata a scegliere una cosa che già aveva in casa????
Strani incontri da queste parti.....
L'altro ieri, andando in sede, ho preso l'autostrada a Latisana direzione Portogruaro. Ho sorpassato il tir della BrownGP di Jason Button. Non è che era un tantino fuori zona??
Ieri, passo Teor per tornare a casa, sorpasso una camionetta bianca, dell'Esercito. Mi giro per guardare meglio, era una jeep dell'ONU.
Non è che qualche navigatore satellitare sia impazzito?
Dura, sempre più dura. In questi ultimi mesi lavorare mi è diventato una montagna da scalare sempre più alta e difficile. Mi sfuggono cose importantissime, non riesco più ad avere sotto controllo certe situazioni, certi ordini.... e in più il mio caponegozio sempre più insolente. Sono cosciente che il "giocattolo" è più grande di me molte volte, daltronde non ho esperienza nell'organizzare questa cosa e giorno dopo giorno si fa sempre più dura. Non portarmi a casa la stanchezza e lo stress è impossibile, povera Cricci. Anche lei in questi giorni non se la passa tranquilla, ha avuto una cosa importante da sbrigare (chiarirò più avanti) e il nostro Giorno che si avvicina....
Lunedì abbiamo visto gli anelli, in un negozio abbastanza distante da qui che ci ha fatto risparmiare parecchio, tanta strada ma ne è valsa comunque la pena. A fine mese andremo a prenderli, poi ci sarà il ristorante da definire, i fiori, tutto all'ultimo. A bomboniere siamo a buon punto, non sveliamo a nessuno forme e colori della nostra giornata, per carità, niente di chissacchè, ma saranno piccole semplici sorprese, speriamo gradite.
In casa quindi in questi giorni c'è molta tensione. Sopportateci......
Ore 22,30: finito di fare qualche orario di lavoro per le settimane prossime. Ma, è domenica e parli di lavoro?? Certo, mica è cambiato niente da quando sono tornato dall'ospe. Che credevi? Anzi, le rogne si sono moltiplicate! Si, perchè un ex capreparto ora si diverte a fare ca&%$ate a tutto spiano, mentre il tuo cn si è in&%$to con te e fa orari da segnalazioni sindacali, in&%$andosi con te per gli orari che fa lui. Quando i miei capi si sono presentati l'altro ieri gli ho detto: cari miei, il giocattolo è più grande di me, se volete io torno anche indietro.
Mi sono rotto veramente i gioielli del lavoro, non ne posso più, sento che sono arrivato in un tunnel dal quale uscirne è veramente difficile. No, Lacamomilla non fa per me, io volevo imparare a fare il mio lavoro bene, non così. Ora dovrei saltare perfino il riposo domenicale perchè la mia vice è in ferie..... cose da pazzi. No, ragazzi, se a qualcuno salta in testa di fare il caporep. toglietevelo subito da ogni fantasia, è un consiglio spassionato!!!!
"Ogni uomo porta nel cuore
un desiderio profondo di Dio.
Lungo la strada della propria vita
il senso-ricerca del suo camminare."
Faceva così una canzone di tantissimi anni fa, l'avevamo cantata e ballata in uno dei primi "musical" di intrattenimento in parrocchia, piccoli spettacolini che si organizzavano per animare un po' i più piccoli del catechismo, "tirare le fila" di un cammino fatto durante l'anno per noi (anche se in quell'epoca io ero ancora in Seminario), far riflettere divertendoci un po'. Autori di tutto questo eravamo noi, Dio e il mio Piccolo Angelo.
E' una pensiero che ho da sempre, è una preghiera-canzone che mi ha sempre girato per la testa. Come fa ogni uomo ad avere "in sé" un profondo desiderio di Dio? Come una cerva anela ai corsi delle acque, così l'anima mia anela a Te, o Dio. E' un bisogno, come il mangiare, il bere, il dormire sono bisogni fisici, così Dio è un bisogno di noi stessi. L'uomo è sempre in ricerca del suo Dio. Quante volte mi sono chiesto "Dove sei?", quante volte l'ho cercato e non l'ho trovato? Ma Dio è il senso-della-ricerca del mio caminare, della mia vita.
Mia sorella l'altro giorno di ritorno da Porto dove eravamo stati per vedere del mio vestito da sposo mi chiedeva se "ero proprio sicuro". Ecco, come ogni uomoo della canzone anch'io mi sono sempre sentito in "ricerca" del mio cammino. "Signore, dove vuoi che vada?". Me ne ha fatte e me ne sta facendo passare una montagna, ho trovato persone che mi volevano bene, altre meno, esperienze incredibili, amori passeggeri, bisogni del cuore insoddisfatti, altri che mi hanno lasciato l'amaro in bocca e nella mia vita, sogni realizzati, altri persi o disillusi. Beh? Cosa c'è in tutto questo di diverso della mia vita dalla vostra? Niente, sono soltanto sentieri diversi di una vita qualsiasi. Ho sempre imparato a non escludere niente, ho voluto come tutti mettermi in ricerca. "Signore, dove vuoi che vada?", quante volte me lo sono chiesto. Prete? Sposo? Single? Perchè escludere qualcosa quando, si sa, abbiamo un Dio che a volte sembra pazzerello, sicuramente pazzo di noi. Perchè non è una cosa un po' pazza come abbiamo conosciuto la persona cui vogliamo bene? Non è un po' pazzo il modo in cui stiamo vivendo insieme?
"Signore, dove vuoi che vada?". Ecco, tutto ora mi porta alla mia Cricci, ora capisco il senso-ricerca del mio camminare. Sapete perchè mi piace la storia? Perchè riesco a capire il perchè di tante sofferenze, i pianti, ma anche le gioie, gli imprevisti, i cambi di rotta. Un anno e mezzo fa ero a Venezia, ora sono a 100 chilometri da lì, Cricci ne ha fatti più di 400!!! La storia della mia vita mi insegna che questa non si ferma mai, e io non devo mai considerarmi fermo o finito. Sono convinto che questa sia la mia strada? Io si, perchè questo è quello che mi dice il mio cuore, e sento che questo è quello che vuole Dio, perchè quello che sto facendo è Amore, e se Dio è Amore sto un facendo "le cose di Dio", quello che Lui vuole. Ogni uomo porta nel cuore il senso-ricerca del suo camminare: un desiderio profondo di Dio. Dio è il senso-ricerca del matrimonio, alla fine che ci sposiamo, che diveniamo preti o suore, che rimaniamo single per tutta la vita, che diveniamo ricchi sfondati da far schifo o poveri straccioni abbandonati, alla fine tutto arriva a Lui, è Lui il senso-ricerca del nostro camminare, della nostra vita.
Sono tante le sensazioni che ho in questi giorni, mi sento strano e non solo per questo tempo balordo di oggi che, tra l'altro, mi incute una bellissima energia. Se non fossi nato in Agosto, penserei di essere venuto al mondo con un tempo così.
La sensazione che mi domina di questi tempi è di angoscia, angoscia per domani che devo tornare a lavorare dopo 20 gg a casa. So che non dovrei, da mille parti mi dicono che dovrei fregarmene e altre putt.... del genere; si, consigli utilissimi, per carità, i consigli non li ho mai rifiutati. Ma come si fa quando hai i capi sempre col fiato sul collo da una parte e dall'altra dei colleghi che ormai non danno più niente per poter lavorare meglio? Come si fa stare indifferenti quando tutt'attorno ti cadono bombe? Sette giorni in ospedale per stress, ma domani si ricomincerà di nuovo e la mia angoscia è non tornarci almeno per i prossimi due mesi che mi separano al matrimonio. Sembra un paradosso, ma ho passato 20 giorni veramente bellissimi, anche nell'avventura dell'ospedale ho vissuto un'esperienza positiva, mentre nei giorni della malattia ho potuto passare, nonostante i fastidi e gli orari, tantissimo tempo con la mia Cricci. Ecco, domani si ricomincia, e ne ho già le p.... piene!
Altro argomento: ieri pomeriggio sono andato a vedere per il mio vestito per Quel giorno. In ritardo? Oh, come no!!! Ma, avendo misure "comuni" quello che ho visto non dovrebbe andarmi male. Colore, stile, moda, ne ho girati e rigirati tre o quattro, classico, moderno, taglio, uno mi ha colpito quasi da subito con un abbinamento giacca/panciotto che avevo sempre immaginato. Ieri mi sentivo un po' impacciato, a dir la verità, domani ancor di più in compagnia del supervisor Mamigà, impacciato ad aver gli occhi addosso, a sentirmi giudicato, a scegliere qualcosa per me, anche se so già che ne verrà qualcosa che mi piace già moltissimo da quel poco che ieri ho potuto vedere.
Con Cricci, Mamigà e Supermamigà stiamo vedendo e definendo le ultime cose: bomboniere (queste assolutamente segrete per tutti) e libretto, documenti al prete, cartina descrittiva per arrivare fin qua, rinfresco per gli ospiti, treni, strade, tempi.... fra poco si scatenerà la definizione del menù, dei fiori, delle ultme cose. Per tutto questo tempo, nonostante le mille voci allarmate, non ci siamo sentiti minimamente in ritardo su nulla (a parte sul mio vestito in questo periodo a casa), ma mano a mano che passa il tempo sentiamo l'emozione venire a galla e ci diamo forza e coraggio ogni giorno. Sarà una giornata bella, semplice, emozionante, la NOSTRA giornata.
Sveglia ore 5,15, partenza ore 6,00. Un'alba meravigliosa ci accompagna, neanche tanto sonnolenti, nell'inizio di un'esperienza meravigliosa. Era da più di due settimane che volevo togliermi questo "sfizio", una "gitona" in montagna, andare dove non ero mai stato, lassù, in alto, nelle dolomiti più belle del mondo.
Siamo arrivati alle 8,45 a Cortina, dopo una breve sosta a San Vito, paese di tanti ricordi. Cortina è me-ra-vi-glio-sa, circondata da una corona di montagne mozzafiato. Un'ondata di profumo di resina, legno, aria buona, profumata, leggera, ci avvolge appena scesi dalla macchina. Abbiamo tutto il tempo per goderci questi momenti, scoprire la Cortina "dei vip", passeggiare in una piazza che, pur con tutte le botteghe ancora chiuse, si intuisce lo spirito turistico di questo paese di alta montagna. Tra l'altro, veniamo accolti dalla festa delle Cresime in parrocchia, con tanto di Vescovo, fanfara, coro, sindaco e gente vestita tipica cadorina.
Ore 11,00, cambiamo direzione, si sale verso il Cristallo, passo tre Croci, lago di Misurina. Il Cristallo raggiunge i 3200 metri di altezza, un fascino incredibile. In un vento caldo lo stupore è misto a fame, scatta il primo panino, la montagna mette fame ehm..... Attraversiamo il Passo Tre Croci, ci imbattiamo in un ponte di legno incredibile, raggiungiamo e tiriamo dritto il lago di Misurina e prendiamo direzione per la nostra meta: le tre cime del Lavaredo. Una cosa indescrivibile, rivoli e torrenti dappertutto, mezzo
metro di neve ai bordi della strada, un panorama mozzafiato. Tutt'attorno montagne altissime, ancora innevate e coccolate da tenere nuvole bianche. Lasciamo la macchina a qualche chilometro dal rifugio che vogliamo raggiungere, la strada è chiusa per il disgelo ma ci incamminiamo lo stesso fin dove possiamo arrivare.
A metà strada, in effetti, un vero muro di un metro e mezzo di neve ci ferma, non importa, posiamo zaino e ossa ai piedi di un torrente che si forma dieci metri più su e diamo sotto al mangiare.
Si torna giù, un po' delusi ma non importa. Misurina ci accoglie con una bella pioggia, poi raggiungiamo il lago di Santa Caterina a Auronzo e, per la strada di casa deviamo per Lorenzago, Forni di sopra, Forni di Sotto, Vigo, Enemonzo, Tolmezzo. Qui il panorama cambia, montagne dalle cime più dolci e boscose, strade più impervie e prati a non finire. Non guardiamo neanche l'orologio, domani siamo a casa, oggi tutto questo è solo per noi. Alle 20,30 siamo davanti in pizzeria a Codroipo, voglia di mettersi a cucinare zero, stanchissimi neanche tanto, ma tanto, tanto, tanto soddisfatti!
Non ci avevo pensato, ma effettivamente per un bambino un ospedale dev'essere qualcosa di strano e sinistro. Mi ha fatto morire mia sorella quando, tornata dalla prima visita che mi aveva fatto martedì scorso, mio nipote, mi ha raccontato ovv., guardandola con misto terrore gli ha chiesto: "L'hai toccato?".
Allora complimenti all'ex PRMF ora categoria superiore Gormitiano per aver preso il cuore in mano, coraggio da vero Gormito ed aver affrontato la sua (prima?boh!) visita in questo luogo di TERRORE E SOFFERENZA!!!! eheheh......
Nei sette giorni che sono stato in ospedale, ne ho vista qualcuna di forte. Ero in una camera da due letti, io ero in quello più vicino alla finestra, i primi due giorni mio compagno di stanza è stato un signore sulla sessantina, accento meridionale e avevo capito pure con qualche soldo in tasca.... vabbè, fin qui niente di strano. Nella stanza di fronte alla mia un'altro signore, in stanza singola. Alle sei cominciava col televisore, quel telegiornale che ogni quarto d'ora si ripete, quindi fino alle sette e mezza sempre con lo stesso tg pure a volume sostenuto. Già alle otto di mattina cominciava la processione di amici e parenti, un giorno ne ho contati una ventina, in qualsiasi ora non faceva differenza di orari, mentre la domenica è arrivato a quota record dieci in una botta sola.
Andato il meridionale, una sera mi piomba in camera un giovane, 22 anni, fa un casino che non immagini, rimane in mutande, si mette a letto e spegne la luce. Alle dieci della sera piombano i genitori, meglio mamma e zia, urlando e di me..... ah c'è anche qualcun'altro in stanza? Frega niente. Rimaniamo compagni di stanza per altri tre giorni, durante i quali lo "imbottiscono" di flebo, più che altro antidolorifici e cortisone, al momento del rilascio arrivato a quota 13 che, gli faccio, almeno da qui a un bel po' ti ferma la polizia per strada e ti fa la prova del palloncino, rischi forte! Conosco il tizio, capisco viziatissimo. A pranzo guarda uno stracchino domandandosi se lo deve scartare per mangiarlo poi mi fa: "assomiglia per caso alla ricotta?", mentre l'unica pasta al pomodoro che entra in 7 gg in quella stanza dice di non averne mai mangiata in vita sua. Di notte russa, che dire che russa è un'offesa ai terremotati dell'abruzzo, meglio dire tuona. Mi sono fatto tre notti e tre pomeriggi quasi insonne. Una sera chiama una sua amica, un'amica.... "un po' particolare, tra di noi c'è una bella storia vero? Eh si, ci scriviamo almeno una volta al giorno...... poi gli squilli..... c'è affetto e feeling tra di noi......" Per avere un po' di privacy se ne va a telefonare in corridoio..... appunto privacy
. Dopo due minuti "ma.... stai singhiozzando mi sembra...... ma ti sento piangere...... piangi per me vero? no, dai, come sei dolce piangere per me..... forse mi vuoi bene vero?...... io si che te ne voglio....... no, non preoccuparti non è grave quello che ho...... ma mi vuoi bene anche tu....ma quanto ci vogliamo bene?" via così per un buon 3/4 d'ora che quando, dico, finisce penso scatterà l'applauso dell'intero ospedale!
Martedì se ne va, causa del ricovero tonsille infiammate che non si sa perchè non gli sono state tolte. Prima di andarsene gli fa all'infermiera (chicca delle chicche): "Scusi infermiera, ma quello che ho avuto..... non sarà mica contaggioso??".
Domenica mattina entra un prete col camice bianco: "SALVE A TUTTI sono il parroco di questo ospedale", cominciamo bene..... avrà avuto novant'anni, ci guardiamo io e il ragazzo e pensiamo "questo è scappato da QUEL reparto.....".
Dell'ultimo ospite che ho avuto non ho niente da dire, a parte che tuonava anche lui come un ossesso. Povero, l'hanno operato al ginocchio lo stesso giorno mio e la sera stessa gli fa l'infermiera: "Ma non si è ancora alzato? Su, su, senza stampelle!!". Al che sua moglie mi guarda uscita l'infermiera sconvolta. Questo per muoversi urla dai dolori. Gli faccio "forse è meglio un suggerimento di un ortopedico più che di un'infermiera, no?", che in effetti quando l'orto viene gliene da due di stampelle e quasi immobile per una settimana.
Riflettuto, ho riflettuto molto in questi sette giorni, in ospedale o leggi o dormi o pensi, non hai altro da fare tutto il giorno. Quando passo periodi che corro come un pazzo al lavoro o nella vita, ci pensa Dio a farmi fermare e pure di brutto. Sedici giorni a casa, sette in ospe è una brusca fermata, non me l'aspettavo ma prima o poi dovevo fermarmi in qualche modo. Ho avuto la compagnia della mia Cricci due volte al giorno, la sera veniva mia madre con l'aria preoccupatissima, mentre ogni tanto mi sentivo con qualche collega e la mia seconda. Giustamente una collega mi diceva che non dovevo ridurmi così ad un passo dal matrimonio, ed è vero, che dovrei fregarmene di più del lavoro, ed è vero. Ma non si è macchine, per quanto uno se ne freghi non si riesce a rimanere indifferente quando intorno ti lanciano delle bombe, perchè il mio lavoro è molto caotico e i superiori richiedono e pressano tantissimo. So che ero lì causa questo, ma so anche che quando tornerò tra sette giorni non cambierà molto e tornare indietro ad addetto sarà una cosa molto dura, quasi impossibile, e comunque non sarà questa una soluzione. Un momento di fermarsi come questo mi serve comunque sia a riposarmi, ma soprattutto per vedermi un attimo dentro, a organizzarmi si meglio come caporeparto ma prima ancora come persona, poi come coppia. Ci vediamo poco quando lavoro, ci siamo visti pochissimo quando ero in ospedale e i baci quando sono tornato sono stati i più dolci di qualche mese a questa parte. Sono tantissime le cose cui vorrei migliorare dentro e fuori di me, dal metter su qualche chilo all'esser più ordinato e pulito in casa, dal diventare più freddo al lavoro al più buono dentro di me, più paziente e meno criticone. Io quando sono stanco critico tutto e tutti.
Intanto pensiamo a goderci questi giorni a casa, si è chiusa la mia prima esperienza in un'ospedale, non ci ero mai stato più di qualche visita. Il letto è una gran cosa, se non ci si muore si riposa.....
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